La classe dei banchi vuoti


Nove storie di giovani vittime della violenza mafiosa raccontate con le parole di Luigi Ciotti e le illustrazioni di Sonia Maria Luce Possentini.

Una sfida educativa importante quella di «accompagnare i bambini ad aprire gli occhi sul mondo».

La mafia “dei banchi vuoti” raccontata ai ragazzi da Luigi Ciotti con le illustrazioni di Sonia Maria Luce Possentini

libro

 

 

 

 

testo Luigi Ciotti

immagini Sonia ML Possentini

collana i Bulbi dei Piccoli

prezzo € 15,00

ean 9788865791165

Dal 16 dicembre acquistabili nelle librerie e sul sito

 

 

 

«Fra bambini era tutto molto chiaro: poche parole, uno spintone, un’occhiataccia e si capiva subito da che parte stavi. Per gli adulti sembrava più complicato: quasi nessuno osava affrontare apertamente quelli là».

Nove storie ispirate a vicende reali e che ne rappresentano moltissime altre. Ciascuna di esse mette in luce i tragici effetti della realtà mafiosa nella società: corruzione, sfruttamento del lavoro, ecomafie, omertà e molto altro. Una presenza capillare, quella mafiosa, che nell’immaginario collettivo sembra interessare esclusivamente il mondo adulto. Così non è. I bambini vivono questo stesso mondo, ne subiscono le logiche e a volte ne sono vittime. Una società che non investe sui giovani, che non garantisce loro protezione e dignità, si fa complice «di un grande vuoto di responsabilità, di un vuoto di amore per il bene comune».

bambini

Luigi Ciotti, fondatore e presidente del Gruppo Abele e di Libera, è impegnato dal 1965 sulla strada nella tutela e promozione dei diritti dei più deboli e nella difesa della legalità contro tutte le mafie.

Sonia Maria Luce Possentini, è pittrice, illustratrice e docente di Illustrazione presso la Scuola internazionale di Comics di Reggio Emilia e l’Università degli studi di Padova.

 

 

I nove “banchi vuoti” in sintesi:

Domenico Gabriele, per tutti Dodò, di Crotone, colpito durante una partita di pallone dal proiettile destinato a un affiliato alla ’ndrangheta locale. Aveva 11 anni, ed è morto all’ospedale di Catanzaro dopo 3 mesi di coma. (2009)

Simonetta Lamberti, di Cava de’ Tirreni in provincia di Napoli, figlia del magistrato Alfonso Lamberti, è morta mentre viaggiava in auto col padre, vero obiettivo dei sicari, che è invece sopravvissuto all’attentato. Aveva 11 anni. (1982)

Annalisa Durante, di Napoli, colpita in strada nel quartiere Forcella durante l’agguato a un esponente della camorra, per un regolamento di conti fra i clan. Aveva 14 anni. (2004)

Giuseppe Letizia, ucciso presso l’ospedale di Corleone su mandato del direttore e capomafia locale, per essere stato testimone involontario dell’omicidio del sindacalista Placido Rizzotto. Aveva 12 anni. (1948)

Nadia e Caterina Nencioni, di Firenze, morte nella strage mafiosa di via dei Georgofili insieme ai genitori. Avevano rispettivamente 9 anni e 50 giorni. (1993)

Benedetto Zuccaro, di Catania, rapito e ucciso insieme a tre amici poco più grandi, come punizione per aver scippato senza saperlo la madre di un boss mafioso locale. Aveva 13 anni. (1976)

Giuseppe e Salvatore Asta, di Erice in provincia di Trapani, morti per l’esplosione di una bomba insieme alla madre che li accompagnava a scuola. La loro auto si è trovata per caso a fianco di quella del magistrato Carlo Palermo, vero obiettivo della stragee invece sopravvissuto. Avevano 6 anni. (1985)