Le borse di Libera


Libera è un coordinamento di 1600 associazioni diverse per storia e riferimenti culturali, ma unite dall’impegno per il bene comune, per la dignità e la libertà delle persone. In ventidue anni ha mantenuto fede a alcuni orientamenti etici e pratici.

Il primo è la continuità. Si possono avere belle idee di partenza, ma poi bisogna realizzarle con la tenacia e l’impegno quotidiano.

Il secondo è la proposta. Il contrasto alle mafie e alla corruzione non può reggersi solo sull’indignazione: deve seguire la proposta e il progetto.

Il terzo è stato il “noi”, cioè la condivisione e la corresponsabilità. Le mafie sono un problema non solo criminale ma sociale e culturale, da affrontare unendo le forze.

Diamoci una mano: costruiamo insieme un Paese e un futuro migliore!

Per le borse chiediamo una donazione minima di 7 € + spese di spedizione di 7 €*.

Dimensioni 33×37 cm, tracolla 2×105 cm

Tracolla lunga e chiusura con velcro

Dimensioni 33×37 cm, tracolla 2×105 cm

Per le borse  chiediamo una donazione minima di 7 € + spese di spedizione di 7 €*.

Attenzione!!!
La sede nazionale di Libera resterà chiusa dal 5 al 20 agosto, gli eventuali ordini fatti durante questo periodo saranno quindi evasi tra la fine di agosto e i primi di settembre.

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Colori disponibili:

         
 caffè  blu navy  verde pastello  rosso papavero  nero

 

N.B. nella causale scrivere: “donazione per borsa (specificando colore )”

ES. “Donazione per borsa rossa”

  • * La spesa di spedizione, che deve essere aggiunta alla donazione, è di 7 € fino a 3 kg di prodotti spediti.

Se non puoi fare la donazione on line scrivi a gadget@libera.it o telefona allo 06/69770328.

Gli stessi recapiti possono essere usati per chiedere informazioni.

Libera ha scelto una borsa certificata FAIRTRADE per garantirne la qualità, l’eticità e la sostenibilità.

Le borse di Libera vengono realizzate da Aarong, ong del Bangladesh. Il Bangladesh ha un artigianato vario e ricco di tradizione, una grande risorsa da valorizzare. La difficoltà di collegamento tra i villaggi e le città, la scarsità di mezzi degli artigiani e la mancanza di potere nelle trattative commerciali rallentano, però, la trasformazione di questa risorsa in sviluppo economico e sociale. Dal 1972 opera in Bangladesh Brac, una ong nata per l’aiuto e l’assistenza dei rifugiati dopo la Guerra di Liberazione, che in seguito si pose come obiettivo la riduzione della povertà e il sostegno ai poveri, specialmente alle donne delle aree rurali. Consapevole che l’autonomia economica e sociale nasce dalla possibilità di lavorare mantenersi, nel 1976 Brac incoraggiò le donne di Manikganj a provare la sericoltura. Inizialmente i loro unici acquirenti erano dei dettaglianti di Dacca, che però facevano passare settimane, a volte mesi, tra la consegna e il pagamento. Nonostante la qualità dei prodotti e lo sforzo delle donne, questa attività non portava i frutti desiderati. Brac allora decise di organizzare una struttura che potesse sviluppare anche dal punto di vista commerciale le capacità artigianali di queste e molte altre artigiane e difenderne i diritti di fronte agli acquirenti. Oggi l’influenza di Aarong si è estesa oltre la regione di Manikganj a tutto il paese e gli artigiani che ha coinvolto non sono più solo legati alla produzione della seta, ma lavorano la terracotta, il bamboo, la juta, il cotone. Aarong ha anche aperto dei negozi in varie città (Dacca, Chittagong, Khulna) dove vende direttamente i prodotti degli artigiani e la forza del suo lavoro è stata proprio quella di creare un mercato interno sicuro e stabile per i gruppi di artigiani che ha coinvolto nelle sue attività.

 

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